Helianthus annuus L.

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Appena sono arrivato in Emilia Romagna e ho fatto un giro nelle campagne sono rimasto molto affascinato dalle distese di girasoli che colorano il paesaggio. Subito dopo ho fatto i conti con la mia compagna che, in dolce attesa, ha subito mostrato la sua preoccupazione per l’uso spregiudicato dei prodotti fitosanitari nei terreni, come se qui fosse questo il problema principale mi son detto1.


Ora, senza nulla togliere alle legittime e tutt’altro che infondate preoccupazioni derivanti dall’uso di prodotti fitosanitari (considerando che persino le piante che teniamo in casa faticano ad arrivare a fioritura) la domanda che mi sono fatto è cosa la ricerca stia facendo per ridurre i rischi da esposizione ai prodotti impiegati per la coltivazione di Helianthus annuus L.. Il che è un paradosso viste le numerose evidenze scientifiche sull’apiterapia e i benefici derivanti dal miele, anche di Helianthus annuus L. (FAO, 2009).

Tra gli ultimi articoli pubblicati ce n’è uno sull’applicazione dei prodotti di difesa su girasole mediante l’ausilio di droni (Serban et al., 2026). Secondo gli esperti l’utilizzo di volumi di prodotti fitosanitari ridotti e ultra-ridotti applicati con droni secondo i trattamenti previsti contro Diaporthe helianthi, Sclerotinia sclerotiorum, Plenodomus lindquistii, Botrytis cinerea porta a una riduzione nell’uso di fungicidi e migliora l’efficacia del trattamento. C’è da puntualizzare però che gli autori non hanno seguito nessun tipo di monitoraggio in real-time sull’effettiva presenza del patogeno.

Posso ritenermi soddisfatto.

Se anche tu che leggi vuoi approfondire il tema contattami: Dottore Agronomo Emanuele Tona Ph.D., Anzola dell’Emilia (BO).

Vincent Van Gogh, Vaso con quindici girasoli2. 1889. Van Gogh Museum, Amsterdam
  1. ARPAE Emilia Romagna ↩︎
  2. Internet Archive ↩︎